Celentano difende Grillo: “Assurdo dire che incita alla violenza”

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A cura di Redazione
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Il cantautore scrive una lettera aperta al Corsera e spiega: “Bisogna essere cretini, ma cretini non lo sono, per non capire che i toni eccessivi di Grillo, che non sempre condivido, non possono e mai potranno generare violenza”.

Non si placano le polemiche degli ultimi giorni sulla presunta violenza verbale di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Dopo aver assistito alle accuse di alcuni esponenti del Popolo della Libertà e la piccata risposta di Beppe Grillo (che ha chiarito come la violenza sia estranea al Dna stesso del Movimento 5 Stelle), nel dibattito è intervenuto Adriano Celentano. Il cantautore, che già in passato aveva manifestato la sua vicinanza ai grillini, ha inviato una lunga lettera al Corsera dal titolo "La velocità degli sciacalli", in cui reputa assurdo "dire che Grillo possa generare violenza". Ma ecco alcuni passaggi della missiva, che può essere letta integralmente qui:

Il disagio sociale non giustifica le pallottole esplose contro i due servitori dello Stato. Ed è meschino e IPOCRITA da parte di certa Stampa speculare su una tragedia, per farne un'arma contro l'avversario politico. L'uomo che ha sparato non è un folle, ma solo un esibizionista che voleva risolvere il suo disagio sociale con la violenza, prodotto soprattutto dal vizio del gioco d'azzardo, anziché rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. […]

È incredibile come l'uomo riesca a bruciare la propria vita in un tempo così fulmineo. Come è altrettanto incredibile la velocità di certi SCIACALLI nel gettare fango verso chi ha generato invidia per aver fatto una campagna elettorale senza soldi, in nome di un programma altamente democratico come quello del M5S, e che al contrario di chi li accusa, ha invece generato la speranza in un mondo tutt'altro che ostile e soprattutto: CONTRO ogni genere di violenza.

Bisogna essere cretini, ma cretini non lo sono, per non capire che i toni eccessivi di Grillo, che non sempre condivido, non possono e mai potranno generare violenza. Per il semplice fatto che quei toni sono parte integrante della sua sfera comica e suonano più che altro come un modo per spezzare la tensione nei suoi comizi. Per quanto mi riguarda e per come sono stato educato non c'è «disagio» che tenga per chi spara contro persone innocenti come al bravo carabiniere Giuseppe Giangrande, la cui unica colpa era quella di difendere la sacralità della VITA.

Di cui NESSUNO (a meno che non sia già morto) può essere escluso. Sia che si tratti di operai, politici, preti o imprenditori, poiché la vita è sacra, ed è sacra anche quella degli assassini. E i nostri carabinieri lo hanno dimostrato in modo eclatante, quando si sono trovati faccia a faccia con il maldestro giocatore di proiettili. Potevano ucciderlo e non l'hanno fatto. Perché il loro lavoro è uno solo: difendere la vita. Di chiunque sia. E, se devo dirla tutta, non ho rispetto neanche per coloro che in nome di un disagio sociale, se la tolgono la vita. È pura presunzione sopprimere un qualcosa di cui tu non sei il «Padrone». [..]

Questo vorrei dire e tante altre cose vorrei dire a coloro che anche solo per un attimo sfiorano l'oscuro pensiero di suicidarsi, o peggio ancora di suicidare gli altri. L'altro ieri quando in televisione è apparsa la cara Martina e parlava del suo carabiniere preferito e di quanto è fiera di esserne la figlia, non sono riuscito a trattenere le lacrime. Le sue parole così struggenti su quel viso giovane e bello, devo dire, mi hanno fatto riflettere su tante cose. Mi domandavo se quelli che sparano e uccidono si siano mai commossi per qualche cosa.
Probabilmente no. Pregherò per il padre di Martina, che non rimanga paralizzato e guarisca presto. Una preghiera che sarebbe bello fare in tanti! Chissà, magari il miracolo è già avvenuto e noi non lo sappiamo…

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