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Carnevale in cucina: perché mai?

Consigli, trucchi e tecniche di rilassamento per affrontare con serenità un'intera giornata di fritture, coriandoli e stelle filanti tra i fornelli.

Carnevale in cucina: perché mai?

La domanda nasce spontanea: ma chi me lo fa fare a trascorrere un’intera giornata in cucina a friggere, decorare, decorare e friggere? Per Carnevale bisogna decidere per tempo, ne va della nostra salute psicofisica. Il Carnevale non è, di per sé, una delle mie feste preferite, almeno fino a quando non si parla di chiacchiere, tortelli alla crema e frittelle di mele. Devo avere, pertanto, una o più motivazioni davvero solide per poter decidere di impegnare un’intera giornata tra i fornelli e preparare, così, tante prelibatezze diverse. Il problema che la maggior parte delle donne incontra, infatti, risiede nella tecnica di cottura più amata ma al tempo stesso più fastidiosa e difficile da realizzare. Parlo, ovviamente, della frittura e del fatto che i cibi fritti (qualunque essi siano, davvero) sono tanto goduriosi quanto spiacevoli da cuocere. Avete appena lucidato il vostro piano cottura di acciaio satinato, pulito la cappa con lo spray anti alone e deodorato la casa con quell’aroma che proprio vi piace tanto.

Perché mai dovreste rovinare tutto cominciando a friggere?

Innanzitutto, se avete dei bambini la risposta è ovvia. Il Carnevale è la loro festa preferita, perché è colorata, divertente e si possono mangiare tutti in una volta tanti dolci altrettanto colorati. E poi, per i bambini potete realizzare anche sfizioserie salate e multicolor, usando semplicemente dei coloranti alimentari o abbinando fra loro alimenti di colori diversi. In generale, però, preparare per amici e parenti tanti dolcetti fritti in occasione del Carnevale è una fonte immensa di soddisfazione perché le vostre chiacchiere (o cenci o frappe o…) saranno croccanti e fragranti, mentre quelle del supermercato gommose e morbide. Tutti vi diranno: ma che brava sei stata! Che belli gli struffoli fatti in casa! Beata te che hai tempo…

Soltanto belle parole penserete voi, che intanto vi sentite fin dentro le orecchie quell’odore persistente di fritto che non andrà via neanche con una doccia bollente.

Ma poco importa, perché la soddisfazione è grande, così come pure il vassoio su cui avete servito i vostri dolci fritti. Dunque, per evitare esaurimenti nervosi inutili è meglio programmare il vostro fry day (che, a pronunciarlo, sembrerebbe necessariamente un venerdì… ) e organizzare piani di lavoro, padelle, carta assorbente e gli oli giusti per friggere.

Friggere bene

  • Preparate i vostri manicaretti prima di farvi la doccia ristoratrice che già bramate prima ancora di cominciare;

  • barricatevi in cucina per evitare che gli odori infestino il resto della casa;

  • lasciate sempre la finestra leggermente aperta e azionate la cappa alla velocità minima per un tiraggio lento, silenzioso ma costante;

  • preparate almeno due casseruole per friggere, che siano profonde e piuttosto larghe;

  • lavorate i vostri impasti su un piano di legno infarinato che avrete posizionato il più vicino possibile ai fornelli;

  • scolate i vostri dolci su un foglio di carta assorbente che avrete già posizionato vicino alla casseruola per evitare di ungere tutto il piano cottura.

Il punto ora è: come fare per friggere a regola d’arte? I consigli che chiunque dispensa a destra e a manca sono infiniti ma io mi limiterò a citarvi solo che quelli che realmente, in fin dei conti, si tengono in considerazione.

Usate olio di oliva o strutto di maiale per friggere, perché resistono meglio alle alte temperature. Immergete i vostri dolci solo quando l’olio è pronto (potete provare a tuffare un pezzetto di impasto: se si creeranno delle bollicine tutto intorno il vostro olio sarà pronto per friggere). Infine, non aggiungete sale o zucchero mentre state friggendo, per carità!

Dopo tutta questa organizzazione e questa tecnica, non fatevi mancare le idee e la fantasia, mi raccomando! Perché cucinare per Carnevale significa, sì, preparare i dolci fritti tipici di ogni regione (struffoli, cenci, castagnole, ravioli dolci) ma anche sbizzarrirsi per stupire grandi e piccini.

Torte e ciambelle: realizzate l’impasto di una semplice ciambella e arricchitelo con tanti coloranti alimentari diversi così da creare al suo interno un simpatico effetto arcobaleno. Decorate la superficie delle vostre torte con i confetti colorati o le codette.

Biscotti e ciambelline: scegliete il tipo di impasto che vi piace di più, poi realizzate una glassa bianca per rivestire la superficie di biscotti, dolcetti e ciambelline e decoratela con la mompariglia colorata.

Crepes e tartine salate: la pastella delle crepes è neutra e potete colorarla come volete! Io utilizzo, di solito, un cucchiaio di pesto per farle diventare tutte verdi. Le tartine a semaforo, poi, sono famose! Si realizzano così: utilizzate delle fette di pancarrè private della crosta, ritagliate all’interno di ognuna 3 cerchietti e posizionate sotto di essi un ingrediente rosso, uno giallo e uno verde (pomodori, patate e insalata, per esempio).

La prima immagine di questo post arriva da DonnaModerna.com. La seconda, invece, è di L’angolo della casalinga.

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