La Brexit ha una data: a nove mesei dal referendum, il governo britannico ha annunciato che invocherà l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, la norma che mette in moto la secessione di uno stato membro dall'Unione Europea aprendo due anni di negoziati per completarla, il prossimo 29 marzo.

L'iter prevede la notifica ufficiale all'Ue tramite una lettera firmata dal primo ministro con la quale si dichiara l'intenzione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione avviando quindi un negoziato della durata di due anni. Qundi il Regno Unito dovrebbe uscire ufficialmente dall'Unione europea entro il 29 marzo del 2019, a meno che sia Londra che Bruxelles non decidano di prolungare la trattativa. E questo scenario sembra il più probabile, considerato che per negozare i termini dell'uscita dall'Europa occorrerà più tempo, perché vanno concordate nuove intese in diversi campi.

Ma c'è un'altra variabile, ed è la proposta di un referendum per l'indipendenza della Scozia, che il parlamento di Edimburgo voterà mercoledì. La premier britannica Theresa May ha già dato risposta negativa, ma la leader scozzese ha replicato che è disponibile a discutere sulla data della consultazione, ma non sulla possibilità o meno di indire il referendum – che in ogni caso vorrebbe che si tenesse prima dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. Il divorzio, infatti, trascinerebbe anche la Scozia, che aveva votato per il 62% per il "Remain".

"Siamo all'inizio del più importante negoziato per il Regno Unito nell'arco di una generazione", ha affermato in una nota il ministro per la Brexit, David Davis. Il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, ha detto che l'Ue è "pronta al negoziato", annunciando che Bruxelles pubblicherà delle raccomandazioni.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, invece, ha fatto sapere che "entro 48 ore dall'attivazione dell'articolo 50 da parte del Regno Unito" presenterà le linee guida del progetto Brexit ai 27 Stati membri dell'Ue e convocherà un vertice straordinario.