La Camera dei Lord del parlamento inglese ha approvato con 358 voti a favore e 256 contrari un emendamento che protegge i diritti dei cittadini dell'Unione europea che risiedono in Gran Bretagna al momento dell'approvazione della legge che darà il via libera alla Brexit. Si tratta della prima sconfitta parlamentare della premier Theresa May nel percorso di fuoriuscita del Regno Unito dall'Unione euorpea, e di una piccola vittoria per il fronte anti-Brexit. Si parla di 3 milioni di cittadini, compresi circa mezzo milione di italiani, a cui dare il diritto incondizionato di rimanere a tempo indeterminato anche dopo l'uscita dall'Unione europea.

L'emendamento era stato presentato dall'opposizione laburista e sostenuto dal Liberal democratici. Sostanzialmente si chiede al governo britannico di consentire ai cittadini dell'Ue che vivono nel Regno Unito di mantenere il diritto di residenza nel Paese, anche dopo l'avvio formale dei negoziati per la Brexit. L'obiettivo – raggiunto – è quello rendere la vita relativamente difficile al provvedimento legislativo che innesca l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che porterà al recesso di Londra dall’Unione europea: la legge, ora, dovrà tornare ai Comuni e anche lì potrebbe trovare ampi consensi, e iniziare un rimpallo tra le due Camere che allungherà di netto i tempi, mentre May avrebbe voluto avviare il procedimento il 15 marzo.