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Bomba davanti scuola a Brindisi, morta 16enne, un’altra in fin di vita. Si indaga sui mandanti (Diretta)

Tre bombole di gas azionate con un timer hanno ucciso Melissa Bassi, studentessa di 16 anni della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Una seconda giovane, Veronica Capodieci, operata, è in gravi condizioni. Si segue pista mafiosa ma il procuratore di Lecce frena: potrebbe non essere opera della mafia

Bomba davanti scuola a Brindisi, morta 16enne, un'altra in fin di vita. Si indaga sui mandanti (Diretta).

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Un ordigno è esploso davanti alla scuola professionale Francesca Morvillo (moglie di Giovanni Falcone) di Brindisi, ferendo sei studenti dell’istituto e uccidendo una studentessa: Melissa Bassi. Una seconda studentessa, Veronica Capodieci, è in sala operatoria in fin di vita – ma stabilizzata come afferma la direttrice sanitaria. Ricoverata in condizioni critiche anche sua sorella. L’ordigno potrebbe essere stato fatto esplodere con un timer (i cui resti sarebbero stati ritrovati dagli inquirenti) al passaggio delle giovani, appena scese da un pullman proveniente da Mesagne. Si tratterebbe di un attentato di matrice mafiosa, per la prima volta in Italia viene presa di mira una scuola.

Erano le otto circa, all’entrata dellla scuola, quando una bomba è deflagrata. La notizia è stata resa nota dall’assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati che ha avviato le operazioni di soccorso. Molte persone sono state ricoverate per il grave choc nervoso, come affermano fonti ospedaliere a TGCom.

“Un attacco della criminalità organizzata senza precedenti”. E’ il primo commento a TeleNorba del sindaco di Brindisi Cosimo Consales all’esplosione dell’ordigno davanti all’istituto professionale Morvillo Falcone. La bomba sarebbe stata posta fuori alla scuola intitolata alla moglie del giudice ucciso dalla mafia Giovanni Falcone nei giorniin cui la Carovana per la Legalità passa per la città pugliese. Sgomento e rabbia tra studenti e cittadini che si sono raccolti davanti all’entrata dell’istituto.

Notizie di stampa parlano di una o più esplosioni, causate da bombole di gas. Gli edifici circostanti sono stati sgomberati. Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si sta recando sul luogo in via Galanti. Qui si trova l’assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati, che dichiara: “Ci sono i vigili del fuoco, non ci sono studenti, un muro della scuola è completamente annerito e ci sono detriti ovunque. E’ un disastro”. Vendola e Amati andranno poi nell’ospedale per incontrare i feriti.

Le coincidenze che fanno pensare ad una attacco della mafia: la scuola è intitolata alla memoria di Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, oggi arriva a Brindisi la Carovana della Pace antimafia e l’avvicinarsi delle ricorrenze per la strage di Capaci. Per la prima volta, la criminalità organizzata colpisce volontariamente una scuola e ammazza degli studenti.

L’ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, è durissimo “atto ignobile” l’attentato davanti alla scuola di Brindisi: “Lascia sconcertati e profondamente addolorati il gravissimo attentato davanti l’Istituto professionale Morvillo-Falcone a Brindisi. Più studenti feriti, una morta e una in gravi condizioni”. “Colpire gli studenti e la scuola – prosegue Fioroni – è un atto ignobile, vergognoso, contro il quale occorre una straordinaria risposta coesa nella lotta al terrore. Occorre una indignazione delle coscienze che parta dai nostri giovani e dalla scuola italiana, che nei momenti difficili hanno sempre rappresentato il cemento di unita’ del Paese, una risposta che richiami tutti al fatto che nel dramma della crisi economica c’è posto per la speranza e non ce ne e’ alcuno per la violenza e il terrore che verranno rapidamente repressi e fermati”.

Don Ciotti si commuove in collegamento a Rainews24: “Ero a Fiumicino con dei familiari di vittime della mafia, mi si è stretto il cuore. Bisogna capire bene, ma la meraviglia dei ragazzi è stata colpita duramente. Dobbiamo reagire, questo è un attacco di gravità estrema”.

Tutte le scuole cittadine brindisine sono state prudenzialmente fatte evacuare. Nelle ultime settimane c’è stata una recrudescenza di fenomeni criminali con un attentato al presidente della commissione antiracket di Mesagne e l’allarme lanciato dalle istituzioni locali che ha anche portato a un incontro con il ministro dell’Interno.

“Il mio primo pensiero va alle famiglie della bambina morta a Brindisi e degli altri piccoli feriti dell’attentato”- il vicepresidente del Pd al Senato Nicola Latorre si sta recando sul luogo dell’esplosione dopo aver contattato il questore e il prefetto di Brindisi. “Davanti a un fatto di simile gravità è necessaria una reazione immediata e ferma di tutte le forze politiche, istituzionali e sociali -aggiunge- Le autorità competenti, come mi hanno assicurato il prefetto e il questore, sono già al lavoro per trovare al più presto i responsabili di questo terribile atto di violenza criminale”.

Secondo le ultime fonti stampa, erano sul muretto esterno della scuola – e non in un cassonetto come precedentemente appreso – le tre bombole di gas esplose davanti all’istituto Morvillo-Falcone a Brindisi. Un particolare questo che fa ritenere agli investigatori che l’ordigno avesse come obiettivo l’istituto stesso. I Ros di Genova sollevano anche la possibile pista di un attentato terroristico. L’ordigno composto da bombole di gas è esploso con violenza enorme, tanto che numerosi studenti potrebbero riportare lesioni permanenti. A Brindisi e’ arrivato anche il procuratore della distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta. Partecipera’ alla riunione che si tiene in mattinata nella Procura di Brindisi con le forze di polizia per le strategie di indagine sull’attentato davanti all’Istituto professionale ‘Morvillo-Falcone’ di Brindisi che ha provocato la morte di una studentessa e il ferimento di altri sei ragazzi. Lo ha reso noto il procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, che dirige le indagini col sostituto Milto De Nozza.

L’obiettivo era la scuola. I tre ordigni rudimentali erano poggiati sul muretto dell”istituto professionale del quartiere Sant’Angelo intitolata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, parzialmente occultati da un vicino cartellone pubblicitario. I dati in possesso degli investigatori, riferiscono all’Adnkronos fonti qualificate, farebbero al momento propendere per la pista mafiosa su altre ipotesi al vaglio degli inquirenti. A Mesagne, la notte tra il 4 e 5 maggio era stata danneggiata da una bomba la macchina del presidente dell’associazione antiracket della cittadina in provincia di Brindisi. Il 9 era stata effettuata un’operazione della Polizia, sempre a Mesagne, che ha smantellato un’organizzazione mafiosa legata alla Sacra Corona Unita. L’operazione, denominata ‘Die Hard’, porto’ all’arresto di 16 persone per associazione mafiosa, estorsione e droga. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno facendo perquisizioni nelle abitazione di noti pregiudicati della citta’ e stanno controllando i loro alibi riguardo ai movimenti delle ultime ore.

‘E’ stato fatto per uccidere: a quell’ora le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza”. Lo dice all’ANSA Angelo Rampino, il preside dell’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi dove stamani e’ avvenuta l’esplosione. Su youtube viene pubblicato il primo video della tragedia.

Dietro l’attentato all’istituto Morvillo-Falcone potrebbe celarsi un ‘messagio’ della Sacra Corona Unita. L’ipotesi investigativa prende sempre piu’ corpo a poco piu’ di tre ore dall’esplosione. Negli ambienti investigativi si fa notare che la SCR e’ un’organizzazione che ha una grande disponibilita’ di armi ed esplosivo grazie ai collegamenti con la criminalita’ organizzata dei Paesi dei balcani. C’e da ricordare che il 9 maggio scorso gli investigatori avevano portato a segno un brutto colpo contro la criminalita’ organizzata arrestando, a Mesagne, 16 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. L’attentato di oggi, sottolineano fonti investigative, potrebbe rappresentare una sorta di ‘strategia della tensione’ come quella attuata dalla mafia, tra il 27 e 28 luglio 1993.

“Possiamo affermare con sicurezza che si è trattato di un attentato”. Così il procuratore di Brindisi Marco Dinapoli a Radio24. “Le notizie sono ancora frammentarie, ma possiamo affermare che l’obiettivo era la scuola perchè l’ordigno era vicino al cancello. E volevano colpire proprio gli studenti nell’orario dell’affluenza a scuola”, ha spiegato aggiungendo che non risultano altre minacce precedenti alla scuola, “ma stiamo facendo accertamenti a 360 gradi”.

”Potrebbe non essere una organizzazione mafiosa” ad aver compiuto l’attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che ha provocato un morto e diversi feriti dice il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta. E dietro l’attentato potrebbe esserci la mano della Sacra Corona unita, ciò anche alla luce dei recenti arresti avvenuti proprio a Mesagne.

Approfondimenti: bomba, Mafia

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Bombe alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi
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