Nella rete del Blue Whale, il gioco online che istiga al suicidio, sarebbe finita una 13enne di Pescara. La giovane, residente in città, è stata ricoverata mercoledì pomeriggio all’ospedale Salesi di Ancona con evidenti lesioni agli avambracci. La tragedia è stata evitata grazie alle amiche della minorenne che hanno intuito che qualcosa non andava proprio dopo aver visto quei tagli al braccio della giovane. Conoscendo l’esistenza di questo gioco dell’orrore, hanno provveduto ad avvisare i genitori della ragazzina appena in tempo: proprio quel giorno la tredicenne avrebbe dovuto gettarsi dall’ottavo piano (ultimo livello dell’assurda sfida) e farla finita. Della vicenda si sta occupando il Tribunale dei minorenni dell’Aquila insieme alla squadra mobile di Ancona. La 13enne si trova attualmente al ‘Salesi’ dove è in funzione un reparto specifico per la neuropsichiatria infantile. Le sue condizioni sono destano preoccupazioni.

Il Blue Whale è nato in Russia, dove pare abbia portato al suicidio circa 150 adolescenti. Inizialmente si pensava che il fenomeno fosse circoscritto a Mosca e dintorni, ma che purtroppo è chiaro come sia riuscito a contagiare molti giovani d’Europa. Il caso di Pescara, peraltro, non sarebbe isolato in Italia. Nei giorni scorsi si è sparsa la voce di un tentativo di adescamento che ha coinvolto due bambine che frequentano una scuola elementare di Latina. Una piccola di 10 anni sarebbe stata aggiunta a un gruppo anonimo su Whatsapp dal nome che non lasciava spazio a dubbi: Balena Blu. La polizia postale ha però riferisco che non è arrivata alcuna denuncia in tal senso. La notizia quindi sarebbe una bufala.