“La situazione denunciata dal servizio delle Iene è una vergogna. E' una vergogna che ci siano orchi balordi che cercano le prestazioni di questi bambini. Al momento c'è un'indagine in corso, avviata qualche mese fa, e che ha portato ai primi arresti da parte delle forze dell'ordine". Le parole sono quelle del sindaco di Bari, Antonio Decaro, che su Facebook ha commentato il servizio trasmesso ieri dalle Iene su un presunto giro di prostituzione tra i bimbi rom che vivono a Bari. Coinvolti soprattutto bambini stranieri intorno agli otto anni, alcuni dei quali avrebbero iniziato a cinque. I genitori, secondo quanto si vede nel reportage di Nadia Toffa, nella maggior parte dei casi sono consapevoli degli abusi subiti dai figli: "Prendono dai venti ai trenta euro, i più piccoli cento euro a prestazione", si sente nel video su Italia1.

Un complice della giornalista de Le Iene ha ripreso con una telecamera nascosta alcuni adulti che invitavano i bambini nella propria auto, dietro un pagamento pattuito precedentemente. Lo stesso complice ha fatto salire in macchina diversi minori per capire cosa si nascondesse dietro quei presunti abusi. Alcuni di loro hanno rivelato di farlo di nascosto dai propri genitori, per "raccogliere soldi per sopravvivere e fornire da mangiare alla famiglia". Nella maggior parte dei casi, la clientela sarebbe da persone tra i 50 e i 70 anni. "Uomini e donne, forze dell'ordine, giudici, medici", dicono i piccoli coinvolti. Tra i bambini intervistati, ce ne uno originario della ex Jugoslavia che rivela al complice della Toffa che la sua ‘tariffa’ è di cento euro. Il piccolo racconta di come quello che è diventato un lavoro lo costringe spesso a saltare la scuola. La giornalista, durante il servizio, avvisa i servizi sociali di Bari per informare su quanto avviene nelle vicinanze dello stadio San Nicola.

"Da oltre un mese – precisa Decaro – la Polizia municipale con i servizi sociali ha allontanato i primi bambini dalla strada e dalle famiglie che probabilmente li sfruttavano". "Altri due bambini – aggiunge Decaro – sono stati accompagnati in comunità grazie alla segnalazione delle Iene che ho personalmente girato alle forze dell'ordine il giorno stesso in cui hanno registrato il servizio. Stiamo cercando di prenderci cura dei bambini, facendo il possibile per allontanarli da tutta questa crudeltà”. "Sono sicuro che – conclude – le forze dell'ordine faranno presto chiarezza e spero che queste persone orribili, sfruttatori e clienti, possano marcire in galera per il resto della loro vita".