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Bersani contro Monti, senza accordo sulla riforma del lavoro niente sì incondizionato

Il leader del Partito Democratico risponde a Monti e ribadisce che senza accordo ai tavoli di trattativa con le parti sociali il partito valuterà di volta in volta i provvedimenti in Parlamento non rinunciando ad apportare modifiche con proprie proposte.

Bersani contro Monti, senza accordo sulla riforma del lavoro niente sì incondizionato.

Una dura presa di posizione quella del segretario del Pd Bersani contro il Premier Monti sulla riforma del lavoro, nessun voto scontato in Parlamento se non ci sarà un accordo chiaro e condiviso sul mercato del lavoro tra Governo, Confindustria  e sindacati. In un'intervista al Tg3 il leader dei Democratici ribadisce la volontà di cambiare in Aula il pacchetto di riforma del Governo nel caso non si raggiunga l'intesa al tavolo delle trattative con le parti sociali.

Il Pd ha proprie proposte da presentare in Parlamento - Le parole di Bersani sono un'evidente risposta alle affermazioni di Monti che qualche giorno fa, pur auspicando un accordo con i sindacati, aveva ribadito che il Governo andrà avanti anche senza un'intesa, presentando il provvedimento in Aula entro marzo. “Non condivido le parole di Monti perché oggi è importante tanto la riforma e l'innovazione quanto la coesione” conferma Bersani, ricordando che il Pd ha una propria proposta da sottoporre alle parti. Un pacchetto che “se malauguratamente non ci fosse l'accordo” verrebbe sottoposto all'attenzione del Governo e presentato in Parlamento. Certamente una presa di posizione che imposta la linea ufficiale del partito dopo le esternazione di alcuni membri  di spicco del Pd, come Veltroni, e le conseguenti polemiche interne.  Da parte del Partito Democratico insomma nessuna delega in bianco all'Esecutivo, ma la promessa di rispettare un eventuale intesa verso la quale il partito è fiducioso.

Il Pdl avverte: nessun condizionamento – Anche il Ministro del lavoro Fornero esprime fiducia su una possibile intesa, stabilendo un calendario delle trattative molto fitto la cui prossima tappa sarà giovedì. Eppure lo scontro innescato ieri con le parole della Marcegaglia contro i sindacati e l'art.18 non fanno ben sperare visto che la tensione si fa sempre più palpabile. Confindustria in generale apprezza le linee guida del Governo ed è d'accordo con Monti sulla necessità di varare anche senza accordo il pacchetto di riforma per il lavoro. Della stessa idea è anche il Pdl con il segretario Alfano che chiede al Governo di andare avanti senza condizionamenti. Oltre al dibattito  sull'art.18 dello statuto dei lavoratori, però, i problemi principali ad ogni modifica della riforma sono da ricercare nel vincolo delle risorse economiche disponibili, che sono molto limitate e che inevitabilmente segnano il confine tra il possibile e l'impossibile.

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