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17:08

Bavaria, la birra nata da una botta di culo

Alla scoperta del significato di una campagna pubblicitaria che apparentemente non significa niente e che mostra una bottiglia di birra nascere dalla chiappa destra di una ragazza (presumibilmente) olandese.

Bavaria, la birra nata da una botta di culo.

Certamente non è stato un lavoro superficiale quello che l’agenzia Y&R Group ha realizzato per Bavaria Italia (colosso della birra olandese), producendo una campagna di comunicazione integrata piuttosto completa e attenta ai dettagli. “Bavaria Out of the blue” comprende – e usa correttamente – non solo spazi come i carrelli dei supermercati, la cartellonistica e i social media “dell’obbligo” (Facebook, Twitter, Instagram), ma anche Pinterest, sfruttando le suggestioni della tinta di riferimento per delle pinboard dedicate al cibo blu, ai paesaggi blu, ai perizomi blu (ancora niente puffi, per il momento).

Avremmo giusto suggerito, per una campagna come questa, in cui è un colore a funzionare da aggregatore anche concettuale, a utilizzare una di quelle web app di terze parti che utilizzano le API di Flickr per sfogliare lo sconfinato repertorio del servizio di photosharing di Yahoo! per colori dominanti, invece che per tag semantici o geolocalizzazione. Come ColorPickr.

“Out of the blue” significa solo letteralmente “fuoriuscito dal blu”: come sa chiunque mastichi un po’ d’inglese o sia in grado di googlare a luglio è pure un’espressione idiomatica che vuol dire “all’improvviso, quando meno te l’aspetti”.

La parte grafica della campagna è composta da tre contestualizzazioni “marittime”, che rappresentano una bottiglia di birra Bavaria che irrompe nella composizione in tre contesti differenti, unificati dal colore dominante: Bavaria fra enormi cavalloni da surfista; Bavaria fra gli squali; Bavaria in gita solitaria in barca a remi. Più una quarta immagine, che ha come sfondo un deretano femminile racchiuso in un paio di jeans senza marca, ma non privi di una buona dose di funzionalità push up. Manco a dirlo, sono colore del mare. In ogni grafica, la preziosa bevanda al malto balza sulla scena tramite un meno prezioso effetto “lacerazione”.

bavaria la birra nata da una barca

Tutto molto attuale, sebbene niente di particolarmente originale. Ma c’è un ma. Un ma grande come quel fondoschiena strizzato nei jeans, che starebbe bene in una versione del gioco “trova l’intruso”, semplificata per solutori ubriachi. Sì, quella che, probabilmente, è l’unica che avete notato, se siete stati di recente a fare la spesa in un grande supermercato target della campagna.

Cosa diavolo vuol dire una birra che viene prodotta, presumibilmente per partenogenesi (per non dire, citando i film di Pierino, per “parto anale”)? La modella della campagna ha un birrificio artigianale nei pantaloni, o è solo contenta di vederci?

La birra è la prova che Dio ci ama e vuole che siamo felici

Benjamin Franklin

Ad un primo approccio, poco o niente. La composizione rientra appieno nell’idea generale – tutta metapubblicitaria – di visualizzare il prodotto al centro della campagna (una bottiglia di birra) nell’atto di scolvolgere simbolicamente un altro contesto pubblicitario, creato a bella posta, tratto dai tipici temi estivi come la balneazione subacquea in compagnia di un banco di squali o il surf da tavola oceanico.

Per spiegartelo, ti appigli allo sberleffo. Ti viene da pensare a quanto sia ridondante l’indicazione “Bevi responsabilmente”, in piccolo, appena sotto la chiappa destra dell’olandesina. Come se qualcuno potesse realmente provare il desiderio di esagerare con della birra tenuta in fresco nel culo di un’olandese – con tutto il rispetto per i culi delle olandesi.

Poi, da un rapido giro per la Rete, ti accorgi che è questa l’unica grafica delle quattro che i blogger italiani appassionati di comunicazione visiva hanno condiviso sprezzanti, la sola che su Facebook e Twitter i pubblicitari di altre agenzie hanno deriso. E di cui pure noi siamo scrivendo in questo post.

Le altre tre soluzioni sono più corrette e “significative”, ma bene che vada, scolastiche. Il resto della campagna è troppo lineare per essere davvero notato.

Ora, dove sta il genio di chi ha scelto questo quarto soggetto? 1) Nell’aver riconosciuto di non avere avuto idee di genio per la campagna in questione; e 2) di aver messo in pratica anche la peggiore che aveva. Boom. L’Italia parla di una birra olandese che si finge tedesca (seppure abilitata a chiamarsi Bavaria dopo una causa con “Bayerisches Bier”, l’IGP che raggruppa le birre prodotte nella vera Baviera). E che molti di noi berranno proprio perché nata da una botta di culo.

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