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Balzo in avanti!

Dopo il discorso del Presidente, ancora una volta si ripresenta il problema del linguaggio. Elemento chiave per orientare la pubblica opinione verso uno stato emotivo, principalmente, ma anche teso a ridurre al minimo gli interrogativi da porsi.

Balzo in avanti!

Dopo il discorso del Presidente, ancora una volta si ripresenta il problema del linguaggio. Elemento chiave per orientare la pubblica opinione verso uno stato emotivo, principalmente, ma anche teso ridurre al minimo gli interrogativi da porsi. In particolare, nell'onesta vacuità del discorso di fine anno di Napolitano, due passi mi hanno colpito (il resto è talmente ovvio, scontato, banale e intriso di una certa retorica che solo Ciampi e Pertini potevano permettersi, che ci si sente sciocchi a commentare… ): I due passaggi del discorso in questione sono: “…sarebbe stato un azzardo troppo forte sciogliere le camere e andare al voto” ; “…il Paese ha bisogno di un nuovo balzo in avanti”.

Ora, quello che mi ha colpito è l'intrinseca contraddizione delle due affermazioni, partendo dal contesto in cui si presentano, cioè un paese a rischio di fallimento. Nella mia visione delle cose, così come nell'immaginario più scontato “il balzo in avanti” è, per definizione, un atto intriso di coraggio, quel coraggio necessario a sviluppare una forza propulsiva, un cambiamento. E nel “balzo in avanti”, solitamente, sono racchiusi margini di rischio anche imponderabili, se vogliamo.

Ma in “sarebbe stato un azzardo troppo forte sciogliere le camere e andare al voto” è, al contrario, negato tutto il senso del “balzo in avanti”. E' difficile immaginare un balzo in avanti attraverso una soluzione di ripiego e proposta come temporanea, un “aggiustamento immediato” attraverso una manovrina pesante per i cittadini italiani e ridicola per l'Europa, dal momento che nel corso dell'anno ne sono state fatte altre cinque con gli effetti che conosciamo.

il balzo in avanti è, per definizione, un atto intriso di coraggio, quel coraggio necessario a sviluppare una forza propulsiva, un cambiamento

Non metto in dubbio la buona fede di Napolitano, perché i poteri del Presidente della Repubblica, come noto, sono pochi e “finti”, tranne uno. L'unico che il Presidente non ha esercitato, nell'unico momento in cui sarebbe stato utile esercitarlo. Ancora una volta ha avuto la meglio la “pavidità” insita nella società italiana, la mancanza di coraggio, non tanto di cambiare, quanto di rompere le uova nel paniere dei potentati.


E' evidente che la scelta di Monti è stata una scelta obbligata perché l'unica accettabile dai responsabili del disastro ai quali, di fatto, è stato restituito il potere di decidere cosa è bene e cosa è male per il Paese diventando la più forte maggioranza parlamentare della storia italiana. Pensiero unico o meglio, forse, interessi unici, non “unità”. Del resto Monti è stato messo in Europa da Berlusconi…Allora mi chiedo: se non si sciolgono le camere nel momento in cui tutto sta andando a rotoli, quando si sciolgono? E ancora: perché i mercati dovrebbero fidarsi di un Paese in ginocchio che dopo la manovra, a detta di tutti i più grandi economisti internazionali, sarà a terra e in conclamata recessione? Infatti i mercati non si sono fidati e la situazione è identica a prima. Con grande giubilo di Berlusconi che ancora una volta tornerà il mattatore della politica italiana con un nuovo “balzo in avanti”. 

L'impressione che resta è quella di una drammatica farsa.

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