Una nuova misura a disposizione dei lavoratori rimasti momentaneamente senza un'occupazione. Il decreto attuativo del Jobs Act n. 150/2015 relativo al riordino delle politiche attive per il lavoro ha recentemente istituito l'entrata in vigore del cosiddetto "assegno di ricollocazione" destinato ai disoccupati che abbiano già riscosso almeno 4 mesi di Naspi.

In che cosa consiste questa misura, nel dettaglio? L'assegno di ricollocazione, che nella sua prima fase sperimentale verrà assegnato a circa 10mila disoccupati, è un progetto pilota che mira a fornire al lavoratore rimasto senza occupazione non una cifra mensile con cui poter vivere momentaneamente, ma consigli e strumenti utili a ritrovare un'altra occupazione in tempi brevi. L'ammontare dell'assegno di ricollocazione non sarà di importo fisso e uguale per tutti, ma varierà in funzione della difficoltà di reinserimento di un dato lavoratore nel mercato del lavoro. L'assegno più basso sarà all'incirca di 1000 euro e sarà destinato a quei lavoratori che per quantità di competenze, skill, età e zona di residenza si suppone siano più facilmente ricollocabili. La cifra più alta finora prevista, invece, è di 5.000 euro e sarà invece destinata a quei lavoratori difficilmente reinseribili nel mercato del lavoro a causa dell'età avanzata, della mancanza di titoli di studio oppure che sono residenti in zone del Sud ad alto tasso di disoccupazione.

Ma c'è un ma: nonostante il nome e l'esistenza di una somma variabile destinata al disoccupato, in realtà chi otterrà l'assegno di ricollocazione non vedrà un euro, ma riceverà invece una specie di voucher spendibile per ottenere alcuni servizi inerenti alla propria ricollocazione. Questo servizio sarà erogato dai centri per l’impiego o da agenzie per il lavoro private. Grazie al voucher, dunque, il disoccupato potrà "acquistare" la possibilità di essere preso in carico da un tutor, prendere parte a una simulazione di colloquio per capire i punti di forza e di debolezza del candidato, ottenere aiuto per la compilazione di un curriculum vitae accattivante e funzionale. Con l'assegno di ricollocazione, quindi, non sarà possibile acquistare beni materiali, ma soltanto usufruire di servizi di orientamento al lavoro erogati da soggetti prestabiliti. Nel caso il disoccupato di affidi alle agenzie interinali privati, esse arriveranno a incassare l'intero importo dell'assegno di ricollocazione solo in caso di assunzione del disoccupato a tempo indeterminato. Nel caso invece il lavoratore venga assunto con altro tipo di contratto, avrà diritto alla metà dell'importo e così via, a scalare.

Come riportato all'inizio, avranno diritto a questo assegno sperimentale solo 10mila disoccupati che hanno già ricevuto almeno 4 mesi di Naspi. Essendo la platea avente diritto molto più ampia dell'offerta, i nomi dei soggetti che potranno accedere a questa nuova politica attiva del lavoro saranno estratti a sorte da Anpal, ovvero la nuova agenzia per le politiche attive del lavoro anch'essa istituita dallo stesso decreto attuativo del Jobs Act. I disoccupati che potranno usufruire dell'assegno di ricollocazione verranno invitati a iscriversi al nuovo portale dell'Anpal, che sostituirà l'attuale "Cliccalavoro", e mediante nome utente e password personali potrà accedere a un'area riservata del sito in cui potrà visualizzare l'ammontare del proprio assegno e decidere in seguito dove impiegarlo, se in agenzie private del lavoro oppure usufruendo dei servizi del centro per l'impiego della propria provincia di residenza. Chi verrà estratto a sorte sarà ovviamente contattato da Anpal, probabilmente con una lettera, e non dovrà per forza rispondere alla proposta, ma semplicemente iniziare a sfruttare il voucher messo a disposizione. Nel caso il lavoratore non dovesse intraprendere alcun percorso di ricollocamento, si vedrà decurtata parte della Naspi. L'assegno di ricollocazione, terminata l'iniziale fase sperimentale, entrerà a regime soltanto nel 2017.