in foto: La millenaria 'pietra–calendario' di Gela– foto di Alberto Scuderi

Una nuova e importante scoperta archeologica è avvenuta a Gela in Sicilia, ad opera di un gruppo di appassionati che ha ritrovato nelle campagne vicino alla città una pietra forata utilizzata per rilevare il cambio delle stagioni. Si tratta di una particolarissima ‘pietra- calendario', la cui funzione è stata verificata con entusiasmo il 21 dicembre durante il solstizio d'inverno. Una scoperta sensazionale nell'ambito archeologico di Gela, ad appena dieci chilometri dalla città, in contrada Cozzo Olivo, non molto distante dalle necropoli preistoriche di Grotticelle, Ponte Olivo e Dessueri. Proprio qui tra il sesto e il terzo millennio avanti Cristo il megalite fu forato dagli uomini e utilizzato per misurare le stagioni e i solstizi, divenendo un calendario di epoca preistorica.

Un gruppo di appassionati scorge la Stonehenge siciliana.

Il merito del ritrovamento è di un gruppo di amici e appassionati di archeologia Giuseppe La Spina, Michele Curto, Mario Bracciaventi e Vincenzo Madonia. Scrive su Fb Giuseppe La Spina, il primo a scorgere la pietra

Realizzare una scoperta archeologica è di per sé un evento importante, soprattutto per un giovane dottore in archeologia… essere protagonista di uno dei più sensazionali ritrovamenti degli ultimi anni, che sta facendo il giro del mondo, mi riempie d'orgoglio. Il fatto che questa "pietra calendario" si trovi poi nel territorio nel quale sono nato, Gela mi emoziona maggiormente. La cosa davvero clamorosa è che il sito presenta altre evidenze archeologiche non meno spettacolari della "pietra calendario" che avremo modo di presentare domani alle ore 17:00 in occasione di una conferenza stampa presso il Museo di Gela.

La pietra millenaria era usata come calendario: la verifica durante il solstizio di inverno.

Uno scatto di Giuseppe La Spina nel territorio di Gela fra natura e meraviglie archeologichein foto: Uno scatto di Giuseppe La Spina nel territorio di Gela fra natura e meraviglie archeologiche

La Spina, accompagnato dal gruppo di amici scopritori, durante uno dei loro sopralluoghi ai "bunker anti-scheggia", risalenti al secondo conflitto mondiale, ha scorto la "Stonehenge" siciliana e contattato tempestivamente Alberto Scuderi, direttore regionale dei Gruppi archeologici d'Italia. Il 21 dicembre è stato un giorno importante per la verifica scientifica che confermasse la funzione di calendario della pietra millenaria, avvalendosi dell'uso di una bussola, macchine fotografiche e videocamera installata su un drone. Gli scopritori si sono espressi con queste parole piene di soddisfazione

Alle 7, 32 il sole ha illuminato in modo perfetto la pietra forata. Mentre il drone si avvicinava, mantenendo il più possibile l'asse a 113 gradi è stato filmato quel fascio di luce che attraversava il foro proiettandosi sul terreno. Ciò che riusciamo a registrare da terra è sorprendente, l'esperimento è riuscito.

Il mondo scientifico conferma la scoperta di Pietra Calendario.

Il mondo scientifico conferma e ufficializza la scoperta di "Pietra-calendario", si stanno impegnando in questo direzione studiosi e ricercatori. Aggiunge in merito Giuseppe La Spina

Ringrazio Michele Curto e Mario Braciaventi senza i quali non avrei raggiunto questo risultato e con cui condivido la scoperta, Enzo Madonia per il supporto tecnico e la disponibilità delle attrezzature utili a fare rilevamenti, Alberto Scuderi, direttore regionale dei G.A. d'Italia, per le numerose dritte e per il coinvolgimento di esperti del settore, Andrea Orlando astrofisico e direttore dell'Istituto di Archeo-astronomia Sicilia e Ennio Turco, Direttore Museo di Gela, per la disponibilità a voler promuovere la conoscenza di questo importante sito archeologico.