55 persone indagate per disastro colposo nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, per gli elicotteri costruiti con pezzi contenenti amianto e utilizzati dalle forze armate. Gli avvisi di garanzia sono stati fatti partire oggi. Le indagini hanno riguardato i mezzi prodotti dalla multinazionale delle forniture militari Agusta Westland e dalla Piaggio Aerospace (società che comunque non fa più parte del più noto gruppo di Pontedera, produttore di motocicli) e nel registro degli indagati sono finiti infatti i vertici delle due società dagli anni Novanta fino al 2014. Molti degli elicotteri – venduti all’Esercito, alla Marina, all’Aviazione, carabinieri, polizia, Vigili del Fuoco e Guardia forestale – avrebbero guarnizioni contenenti amianto, nonostante l'utilizzo del materiale cancerogeno, diretto o in prodotti che ne contengono percentuali anche basse, sia vietato dal 1992.

A questa nuova inchiesta si è arrivato dopo che gli inquirenti avrebbero appurato che anche le guarnizioni istallate due anni fa in teoria per bonificare gli elicotteri sui quali era presente amianto conterrebbero a loro volta la pericolosa sostanza. Gli investigatori ora vogliono capire quanti militari sono venuti a contatto con gli elicotteri contaminati: le prime verifiche fanno ipotizzare che almeno dieci di loro abbiano toccato e lavorato il materiale. Tra gli indagati ci sarebbero anche dei militari delle commissioni che sovrintendevano ai lavori, per anni infatti, scrive Repubblica “le società private avevano omesso di fornire le relazioni sulla pericolosità e i soldati non avrebbero fatto abbastanza per sollecitarle”.