L'attentato a Barcellona ha gettato nuovamente l'Europa nel panico da terrorismo. L'Italia, in particolare, dopo la strage spagnola, potrebbe essere la successiva meta terroristica per le cellule Isis operanti sul territorio e per questo motivo proprio questa mattina, durante una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) con Forze di polizia e servizi di intelligence allargato ai rappresentanti della sicurezza di Spagna a Roma, il ministro dell'Interno Marco Minniti ha dichiarato che "l'attenzione rimane altissima, ma il livello della minaccia non cambia", rimanendo dunque "allerta 2", ovvero il grado di allarme massimo, un gradino sotto quello attuabile in caso di attacco terroristico in corso. Il ministro Minniti ha chiesto alle Forze dell'ordine di tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando sul territorio le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio, come i luoghi turistici molto visitati. Su questo particolare fronte sarebbe in arrivo una nuova circolare ai prefetti che avrà lo scopo di imporre azioni di monitoraggio degli eventi e delle iniziative già programmate sul territorio, che nelle prossime settimane saranno “osservati speciali” dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza aperti anche a sindaci Polizie locali.

A Roma e Milano, considerate le città più a rischio attentati, le misure di sicurezza verranno ulteriormente “sensibilizzate”, con particolare attenzione alle aziende di autonoleggio, affinché segnalino ogni tipo di situazione anomala, e ai furgoni diretti in città, in particolar modo quelli in transito nel centro storico. Saranno inoltre sensibilizzate anche le vigilanze degli obiettivi spagnoli presenti in città e di tutti i tradizionali luoghi turistici.

Già alla vigilia del giorno di Ferragosto, durante la tradizionale conferenza stampa sulla sicurezza, il ministro Minniti aveva dichiarato che sebbene il rischio attentati fosse alto, non si sarebbe in realtà registrata "nessuna minaccia imminente". Minniti ha inoltre ricordato che nei primi sette mesi dell'anno le espulsioni per ragioni di sicurezza hanno registrato un vero e proprio boom (67 a fronte delle 37 registrate nello stesso periodo del 2016) con un aumento dell'81%, e un numero record di 199 espulsioni a partire dal 2015, compresi tre imam.