Allarme Confesercenti: in sei anni persi 1,6 milioni di posti di lavoro

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Secondo Confesercenti, se la situazione di crisi non dovesse evolversi positivamente entro la fine dell’anno, ogni famiglia vedrà ridotto il proprio potere d’acquisto di 4 mila euro. E questo 2013 sarà “l’anno peggiore di sempre” per commercio e turismo.

Se l'attuale situazione economica non dovesse migliorare nel 2013 "si accentuerebbe la caduta dell'occupazione, che porterebbe a 1, 6 milioni i posti di lavoro persi a partire dal 2008". E' l'allarme lanciato da Confesercenti nella giornata dell'Assemblea elettiva. Per quest'anno si tratterebbe di oltre 430 mila unità perdute. "La flessione coinvolgerebbe in egual misura (6%) il lavoro dipendente e quello indipendente (oltre 434 mila unità perdute)", ha calcolato l'associazione. "Senza adeguati finanziamenti alle piccole e medie imprese – avverte il presidente, Marco Venturi- si fermano gli investimenti e l’occupazione, aprendo la porta all’usura, che ha già prodotto enormi danni".

Pressione fiscale non aiuta – E sempre Confesercenti ipotizza anche un'ulteriore impennata della pressione fiscale su famiglie e imprese, se la situazione di crisi non dovesse evolversi in positivo quest'anno. Il peso delle tasse schizzerebbe infatti al 44,4%.  Ad aumentare, spiega la ricerca, sarebbe soprattutto il prelievo sui soggetti Irpef (persone fisiche e Pmi a base personale): "Da un lato per effetto degli aumenti di addizionale deliberati da Regioni e Comuni (205 euro il maggior onere che risulterà a carico del contribuente medio a fine 2013 rispetto a sei anni prima); dall'altro attraverso il fiscal drag, un maggior prelievo di ben 416 euro, prodotto solo dal rigonfiamento monetario del reddito (invariato in termini reali) e pur in presenza di una struttura Irpef rimasta ferma al 2007".

 "L’anno peggiore di sempre" per commercio e turismo – Ma i dati forse più significativi sono quelli che riguardano il calo dei consumi. In tal senso, se no ci sarà un’inversione di rotta, il 2013 sarà "l’anno peggiore di sempre" per commercio e turismo, secondo l'associazione che rappresenta le Pmi italiane. Due settori nei quali nel 2009, sono stati bruciati 300.000 posti di lavoro e 145.000 aziende.  Non migliorerà nel 2013:  spariranno 37mila esercizi "no food" e più di 5mila imprese nel dettaglio alimentare, profetizza Confesercenti. "Particolarmente grave il saldo in rosso di oltre 12mila e 500 esercizi nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e delle calzature: nel comparto hanno aperto due nuove imprese ogni sette che hanno cessato l’attività", sottolinea l’organizzazione.

Nel 2013 potere d'acquisto famiglie -4mila euro – Direttamente collegato a quest'ultimo dato è quello relativo alla perdita del potere d'acquisto per le famiglie italiane. Se il Governo non si attiverà in soluzione concrete ed efficace, nel 2013, ogni nucleo familiare vedrà ridotto il proprio potere d’acquisto di 4mila euro. Basti pensare che secondo lo studio presentato in occasione dell'assemblea annuale, dal 2008 il reddito disponibile delle famiglie si è contratto di 98 miliardi di euro. “Il reddito disponibile delle famiglie, che fra il 2008 e il 2012 aveva registrato una flessione dell’ordine di 94 miliardi, aumenta la sua flessione fino a 98: nel 2013, dunque, ogni nucleo familiare – ha stimato Confesercenti – vedrà mediamente ridotto di quasi 4 mila euro il proprio potere d’acquisto; una riduzione che si va a sommare a quelle subite nei cinque anni precedenti”.

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