in foto: "Die Meistersinger von Nurnberg" alla Scala

Dopo il "Falstaff" di Giuseppe Verdi, al Teatro Alla Scala di Milano si continua nel solco delle grandi commedie riportando in scena il "Die Meistersinger von Nurnberg", occasione per ascoltare una delle interpretazioni più acclamate della bacchetta di Daniele Gatti, impegnato a mettere in luce la trama cameristica di una partitura brillante e raffinatissima. Contribuisce alla resa musicale un cast di livello in cui si affrontano Michael Volle, il miglior Sachs del nostro tempo, e Markus Werba come Beckmesser. Regista è Harry Kupfer, il grande vecchio del teatro tedesco di cui il pubblico scaligero ha visto recentemente "Der Rosenkavalier", mentre le scene di Hans Schavernoch restituiscono l’atmosfera dell’antica città senza rifugiarsi in una semplice riproduzione figurativa. E così il ritorno di Daniele Gatti pare prendere il sopravvento sullo stesso titolo rappresentato da stasera fino al prossimo 5 aprile per le sette recite in cartellone al Piermarini.

Il maestro milanese, al suo secondo titolo wagneriano alla Scala dopo "Lohengrin", presenta il capolavoro comico di Richard Wagner nell’allestimento di Harry Kupfer. Dopo il debutto con la rossiniana "L’occasione fa il ladro" del 1989 Daniele Gatti è tornato nelle stagioni scaligere con "Tancredi", "Lohengrin", "Wozzeck", "Don Carlo", "Lulu", "La traviata" ed il "Falstaff" del 2015. Non è stato di certo scelto a caso dal soprintendente scaligero Alexandre Pereyra dal momento che si è imposto tra i più importanti direttori wagneriani degli ultimi anni con le sue letture di "Parsifal" ed i già citati "Meistersinger" e "Tristan und Isolde" nel novembre 2016 al Teatro dell'Opera di Roma che peraltro abbiamo seguito. Il "Die Meistersinger von Nurnberg" fu rappresentato per la prima volta al Teatro Alla Scala il 26 dicembre 1889 in lingua italiana nella versione ritmica di Angelo Zanardini. Successivamente salì sul podio delle tredici rappresentazioni Arturo Toscanini: si trattava della prima opera da lui eseguita al Piermarini.

La bacchetta di Daniele Gatti, ph. Brescia e Amisano
in foto: La bacchetta di Daniele Gatti, ph. Brescia e Amisano

L'opera di Richard Wagner è ambientata a Norimberga, dove il giovane cavaliere Walther von Stolzing e la bella Eva si scambiano occhiate amorose. Quest’ultima, con uno stratagemma, riesce a rimanere sola con Walther e gli comunica che suo padre, Veit Pogner, ha stabilito di darla in moglie al vincitore della gara di canto organizzata per l’indomani, giorno della festa di San Giovanni. Alla gara potranno partecipare solo coloro che vantano il titolo di maestro cantore e coloro che godranno del beneplacito della figlia Eva. Giunto il momento dell'audizione, il nobile Walther esegue l'inno alla primavera ed all'amore senza riuscire a superare i rigidi canoni dei maestri cantori salvo sorprendere il calzolaio Sachs turbato dalla forza innovativa di quel canto.

Il secondo atto è ambientato per le strade di Norimberga, tra la casa di Pogner e del vecchio calzolaio Hans Sachs. Qui i tre maggiori contendenti di Eva si incrociano e quasi si scontrano: il vecchio Sachs si fa da parte per ovvie ragioni d'età mentre Beckmesser e Walther provano a scompaginare il destino della bella figlia di Pogner. Ma proprio quando il primo spasimante intona una serenata ad Eva, ecco che Sachs batte i chiodi delle sue scarpe per sovrastarlo ed evitargli di riuscire nel suo intento. In un secondo momento giungono ad un compromesso: il calzolaio avrebbe martellato solo ad ogni errore del contendente ma gli errori furono così tanto che l'artigiano riuscì ad ultimare il proprio lavoro in breve tempo con la scontata ira di Beckmesser.

Il terzo atto è quello della festa di San Giovanni, occasione per riuscire a prendere la mano di Eva. Nel frattempo Sachs ha trascritto in opera un sogno di Walther ma il sopraggiunto Beckmesser crede siano i versi di una canzone che il calzolaio vuole dedicare alla contesa Eva. Giunti tutti i protagonisti nell'aperta prateria, la gara ha inizio. Comincia proprio Beckmesser con quei versi di Sachs ma li interpreta così male da scatenare l'ilarità dei presenti. Quando Walther interpreta gli stessi versi con il segno dell'amore la folla festante lo incorona vincitore e degno della mano di Eva.