È di almeno quattro morti e quindici feriti il bilancio di un'esplosione avvenuta questa mattina nella base aerea americana di Bagram, nella provincia centrale di Parwan, in Afghanistan. La notizia è stata diffusa dai media locali, che citano Abdul Waheed Sidiq, portavoce del governatorato di Parwan, che ha precisato che si è trattato di un attentato suicida. Non è ancora stata resa nota l'identità delle vittime. L'attacco è stato rinvendicato via Twitter dal portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, che ha sostenuto di "aver ucciso un alto numero di soldati americani".

Stando a una prima ricostruzione, il kamikaze sarebbe riuscito a eludere la sorveglianza della base aerea statunitense, confondendosi tra un gruppo di impiegati. Una volta penetrato all'interno, l'attentatore, riferisce il New York Times che cita il governatore di Parwan, si sarebbe fatto esplodere. Con un comunicato l'esercito americano ha poi confermato la morte di quattro persone nell'attacco suicidia. I militari, al momento dell'esplosione, erano riuniti alla base per celebrare il Veteran's Day.

Intanto si è aggravato il bilancio delle vittime di un altro attentato talebano, quello contro il consolato tedesco a Mazar-i-Sharif, la quarta città afghana, a 300 km da Kabul. Un kamikaze si è fatto esplodere dentro un camion imbottito di tritolo, schiantandosi a velocità molto elevata contro il muro di cinta del consolato, uccidendo sei persone e ferendone cento. Anche questo attentato è stato rivendicato dai talebani, che hanno spiegato di aver agito per "una vendetta" per i raid aerei americani nella provincia di Kunduz, che hanno fatto trentadue vittime tra i civili. Il ministero degli Esteri di Berlino ha fatto sapere che tutto il personale tedesco del consolato è uscito incolume.