Il prossimo 19 luglio in tutta Italia sono in programma le celebrazioni per il 25esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino. Da Roma a Milano, passando per Palermo, si ricorderà il giudice antimafia al quale fu tolta la vita, insieme a cinque uomini della sua scorta, nella strage di via D'Amelio nel 1992. Proprio in occasione dell'avvicinarsi di una data tanto importante per la storia della lotta alla criminalità organizzata, il Consiglio superiore della Magistratura ha fatto sapere di aver tolto il segreto sugli atti che riguardano il giudice siciliano. Tutte le informazioni sono raccolte all'interno del libro "Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di via D'Amelio", custodite per tutto questo tempo nel caveau di Palazzo dei marescialli e che sono state ora desecretate.

Il volume verrà presentato proprio dal Csm nel corso della cerimonia in memoria di Borsellino che si terrà il 19 luglio a Roma, presieduta dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e alla presenza di colleghi e familiari del magistrato, rappresentanti delle istituzioni e parenti delle altre vittime. All'interno, ci sono tutti gli atti contenuti nel suo fascicolo personale, ma anche i contenuti delle audizioni sostenute davanti alle Commissioni dello stesso Consiglio in momenti difficili della sua esperienza professionale. "Si tratta di atti che ci forniscono uno spaccato di anni così drammatici per la storia del Paese", ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, presentando in plenum l'iniziativa.

Lo stesso era stato fatto in occasione del 25esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone, amico e collega del pool antimafia di Borsellino, che fu vittima insieme alla moglie e a tre uomini della scorta della strage di Capaci, avvenuta solo 57 giorni prima quella di via D'Amelio. La decisione del Csm contribuirà a fare luce su una vicenda, quella dell'omicidio dei due giudici, in cui i dubbi da sciogliere sono ancora numerosi, come aveva sottolineato alle telecamere di Fanpage.it Fiammetta Borsellino: "Dopo tutti questi anni – ha detto la terzogenita del magistrato – il  Paese è ancora senza verità".